Porta Stefanina


Nel primo Medioevo, Stilo era cinta da mura e torri, e ben cinque porte (Porta Reale, Porta Terra, Porta Scanza Li Gutti, Porta Stefanina e Porta Cacari), vi davano accesso all’urbe. Di tre di esse non rimane traccia alcuna, e precisamente, Porta Terra, porta Scanza li Gutti, e porta Cacari. Fino a meno di un secolo fa esisteva invece la Porta Reale; era formata ad arco alla cui sommità centrale v’era scolpito lo stemma della città. Di essa, ora, rimangono solo avanzi murari. Bene si conserva invece la Porta Stefanina. A sostegno, si erige su di un fianco di essa, una torre rotonda, mentre l’altro suo lato si appoggia al muro della Chiesa dei Domenicani. Maestoso è il portale in blocchi di granito intagliati, secondo una classica lavorazione medioevale. Dalla porta d’ingresso della Chiesa di San Domenico, dalla quale si può ammirare tutta la stupenda Vallata dello Stilaro, il filosofo fra Tommaso annunciava dal pulpito, agli stupiti ed estasiati concittadini, le imminenti novità politiche e sociali, desunte dalle posizioni dei pianeti. È qui che il Campanella, ordì la sua famosa “congiura” e compose alcune delle sue più celebri opere. In questa chiesa ognuna delle famiglie nobili di Stilo possedeva una cappella nella quale faceva seppellire i propri morti. Al centro della Piazza antistante la Chiesa di S. Francesco sorge una statua di bronzo a grandezza naturale, poggiata su di una base in granito grezzo scolpito a mano dalla scuola di scalpellini che faceva capo all’artista stilese Mastro Peppino Drago: è la statua di Tommaso Campanella, il filosofo di Stilo, l’Uomo Nuovo del Rinascimento europeo. La statua è opera dello scultore modenese Ernesto Gazzeri; risale al 1923, anno in cui fu pure inaugurata a mani del filosofo Giovanni Gentile.