Cattolica




La Cattolica di Stilo

La Cattolica è un tempietto greco-bizantino la cui costruzione risale al X secolo. La Cattolica fu la prima e più importante parrocchia della Universitas di Stilo e tale rimase sino al 1600 circa. E’ poggiata alle pendici del Monte Consolino; le facciate della chiesetta, che ha forma più o meno quadrata con il lato di circa sette metri di lunghezza, sono ricoperte da fasce di mattoni di argilla di colore rosso, interlineati nelle giunture da malta. A sinistra della porta d’ingresso, e proprio alla estremità della parete frontale, si può notare un incavo, lasciato come è stato trovato, già nel 1914, che probabilmente era una tomba, dato pure che, il Vicario perpetuo che reggeva la Cattolica, esigeva l’jus sepulturae in detta Chiesa ma, lo ricordiamo, anche in tutto il territorio sotto il Regio Demanio e facente parte quindi dell’Universitas. Sovrastano la Chiesa cinque cupole di forma cilindrica rivestite da mattonelle disposte a rombo e spezzate al centro da mattoni simili, posti a “dente di sega”, che permettono di rompere la freddezza della sottostante massa cubica. Il tetto e le cupole sono ricoperte da tegole di colore giallo rossastro mentre è da notare che un tempo le cupole erano ricoperte da lamine di piombo. A destra della chiesa, per chi vi entra, le absidi, che poggiano su di una base murale in pietra; a sinistra, un muro ben delineato, quasi a protezione del tempio. All’interno, dal pavimento a quadretti di creta rossa, s’innalzano quattro colonne, due in cipollino, una in lunense e una in granito, che sorreggono le volte del soffitto; dividono l’interno in nove quadrati uguali, escluso l’incavo delle tre absidi. Sul fusto della prima colonna a destra, si trova scavata una croce, attorniata da una scritta in greco e che tradotta, fa: “ Dio il Signore apparve a noi “, versetto tratto dal salmo che celebra l’Epifania o l’Apparizione. Le rimanenti tre colonne hanno ciascuna forma differente: la prima a sinistra (sul fusto della quale risultano tracce incise di iscrizioni a lettere arabe), si regge su un capitello corinzio rovesciato, mentre quella più avanti poggia su un capitello dorico. Si pensa che queste quattro colonne provengano da antichi e diversi monumenti esistenti un tempo nel territorio della Kaulonite e portate nella dimora odierna, secondo una curiosa leggenda, da “quattro giovani donne del luogo, che durante l’erta ascesa del monte filavano tranquille, cantando, senza avvertire, quasi, il loro gravissimo pondo”. Di fronte alla porta d’ingresso, sulla parete a settentrione, si nota una larga apertura, forse anche questa un’antica tomba o più probabilmente l’antico accesso dei monaci che abitavano le grotte eremitiche esistenti su tutto il costone del monte, alle spalle della chiesetta. Di eccezionale valore sono gli affreschi che la Cattolica conserva